pace, ambiente e diritti

arte e società fuori dal parlamento

by pino masi

A quarant'anni dal '68, stavolta con una legge elettorale iniqua e da tutti criticata (ma accettata e di fatto voluta da Silvio & Walter), pacifisti ed ambientalisti ci ritroviamo tutti - come nel '68 - espulsi dalle istituzioni.

Antimilitarismo ed anticonsumismo, valori fondanti del movimento
di contestazione di allora, vengono di nuovo esclusi: di nuovo chi oggi
si batte per la pace e l'ambiente e i diritti vede espulsi dal parlamento
i propri rappresentanti ed è costretto a sentirsi extraparlamentare.

Nel '68 ci accadde perchè fummo l'unico momento di chiarezza politica
in una umanità ricattata dalla minaccia di sterminio nucleare da parte
dei due imperi che allora si spartivano il mondo, l'impero russo del falso
socialismo e quello americano della finta democrazia:
i soli a scendere
in piazza contro la presenza militare americana in Vietnam e russa in Cecoslovacchia, i bombardieri su Saigon e i carri armati su Praga.

Oggi, in un mondo il cui pensiero - ora unico - è volto unicamente ai soldi e in cui unico movente di ogni avvenimento è quello del denaro, di nuovo non si dà spazio a chi, antimilitarista ed anticonsumista, si batte per un diverso modello di sviluppo e di crescita culturale in difesa dell'uomo.

Si eclude dall'agorà, dal corretto esercizio della democrazia, proprio chi sogna e si batte per un mondo diverso, fatto di pace e di viva solidarietà,
di rispetto della natura e dei diritti umani. Questo perchè si vuol togliere dai piedi coloro che si oppongono e ancora si opporrebbero all'orribile stato delle cose: antimilitarismo ed anticonsumismo sono incompatibili con il nostro mondo ufficiale sempre più avido, sempre più sterminatore.

Dopo il 'riflusso' del grande movimento antimilitrarista ed anticonsumista del '68, riflusso che in realtà consistè nella sua emarginazione istituzionale e nel successivo suo snaturamento e progressivo strangolamento, siamo di nuovo vittime deputate allo stesso tipo di processo e credo sia necessario percio subito controbattere a questa nuova destinazione al macello.

Di fronte al nuovo fascismo che ci governa telecraticamente e si trasforma ogni giorno in vero nazismo non possiamo permetterci divisioni volute e teoriche che ci porterebbero alla sconfitta: occorre unità in difesa della libertà, della pace, dell'ambiente, dei diritti di tutti in Italia e nel mondo.

La guerra del golfo del 2001 e le sue conseguenze geopolitiche di guerra globale fino ad oggi non più sopita, lo stato di evidente degrado ecologico del pianeta, hanno destato allarme e di conseguenza creato movimento,
ma antimilitaristi ed anticonsumisti sono un inciampo intollerabile per chi vuole solo soldi e potere e che per questo di nuovo uccide i suoi figli: al G8 di Genova ci fu bassa macelleria - 'macelleria messicana' dicono gli stessi macellai - ed a mio parere è stata per loro solo una prova generale.

Non sono mai stato un politico di professione. Mi ritengo caso mai un poeta che assurdamente, in tempi moderni, ha fatto il cantastorie e non il cantautore come gli sarebbe - ma soltanto economicamente - convenuto: mi si è visto cantare più per piazze e raduni di movimento che in tivvù.

Attorno al '68, tutta la mia militanza - dal 'movimento studentesco' al 'potere operaio pisano' fino agli sgoccioli di 'lotta continua' - è stata sempre impegnata a cantar storie: dal 'canzoniere pisano' a quello
'del proletariato', da 'quella notte davanti alla bussola' fino alla notte
per me più struggente, quella in cui scrissi 'compagno sembra ieri'.

Non sono un politico ma il mio mestiere di cantastorie, a differenza di quello più generico di chi ha scelto di fare il cantautore, mi ha costretto come un onesto cronista ad osservare, appuntare e raccontare la cruda realtà di cui sono stato per mezzo secolo testimone e vittima, armato
di cervello e cuore, e puntuale cronista armato di chitarra e voce.

Certo è che in ogni professione o ruolo c'è dentro un essere umano, un cittadino. Come cittadino, come amico di tutti, come padre di figli, ho anch'io presagi e timori e motivi per lottare per la pace, l'ambiente e
i diritti ed è per questo che ho continuato
- anche dopo il 'riflusso' - a prendere sempre appunti e a cantare storie ovunque fosse possibile.

Dopo 'compagno sembra ieri' non ho fatto più dischi (a eccezione di 'alla ricerca della madre mediterranea', pubblicato dalla Cramps nel '78 con buon omaggio di critica ed era 'solo' una mia dichiarazione di intenti).
Da allora
ho continuato come prima a scrivere e a cantar ballate senza trovar modo di pubblicarle: il potere non dà mai il microfono a chi gli
parla contro e non c'erano più vere strutture editoriali alternative nè, purtroppo, il gran movimento umano che se le era un tempo costruite.

Dall'inizio della nuova aggressione texana all'Iraq però il movimento ha ripreso forma e voce ed ho visto crescere veloce sul web l'interesse per le mie canzoni. Non più su poche centinaia di siti come fino al 2003, ma su migliaia, e vengo invitato con maggiore frequenza a serate di musica ed a collaborazioni a cui volentieri mi dedico, come al corto 'Salviamoci!' di Adalberto Comandini: io, insolitamente attore, in un dvd benefit per i piccoli di una scuola in Giamaica, allegato alla rivista Carta in edicola.

Effettivamente c'è di nuovo aria di movimento e voglia di vivere. Nuovi imprenditori si fanno le ossa come alternativi stampando i miei libri, distribuiscono su cd mie vecchie glorie su vinile, si offrono di farmi da ufficio stampa, di tenermi il calendario, di organizzare miei concerti.

In questo contesto, la novità più bella che ci riguarda è che a primavera 2009 uscirà (a trent'anni dal mio ultimo Lp) un mio nuovo disco ufficiale con le più significative tra le mie nuove ballate finora inedite. Si chiamerà 'Mapperdindirindìna!' (oppure 'Viva Maria!' o 'Ketama Blues') dal titolo di una di esse e vuol essere un invito alla bellezza e alla chiarezza, alla vita
e alla gioia. Vorrei fornire una boccata di ossigeno, oggi più che mai utile.
In breve attesa dell'ossigeno, intanto abbracci e saluti,
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---- Pino


P.s. :-----------------------------------------------------------------------------------
Credo che in occasione dell'uscita del disco vorrete, dopo averlo ascoltato, aiutarmi a fare un po' di serate in giro: non ho più vent'anni come nel '68, ma potrete vedere di persona che me la cavo ancora bene e forse meglio.
Posso venire da solo, ma se ci sono altri musici-attori con cui intrecciare suoni ci piacerà di più: la serata sarà più bella, artisticamente completa.

Quando possibile, verrò infatti con 'tribù' al completo di grandi e piccini:
la presenza dei piccoli porterà allegria ed ottimismo, spontaneità e verità.
Il 'tribal karma' che nella 'company' stiamo tutti vivendo nasce dal lavoro sulla base ritmica. E' frutto della 'ricerca della madre mediterranea' che nel '78 iniziai e che,
conclusa, ha permesso che mi rimettessi a comporre: essa offre una identità ritrovata, la radice viva su cui potere tutti sentirci autentici e suonare-cantare-ballare senza più rischiare di esser sempre, direi quasi automaticamente, la bella o la brutta copia di qualcun altro.

Decidete dunque sì o no e in quanti - da uno a quindici - possiamo venire
e sappiate che non pretendiamo nulla oltre al viaggio (però anticipato) e al'ospitalità nella zona. Se decidete di sì chiamate presto il 347 6 91 91 60 per avere certezza della data. E' chiaro che non vedo l'ora di vedervi.

---------------------Abbracci a tutti, -Pino