CEDRI
Indignate
proteste
per i troppi cani morti avvelenati
nella piccola frazione del comune di Pèccioli
Diserbanti tossici sul prato
del cimitero e bocconi avvelenati
nelle tenute di caccia circostanti
Va
avanti così da anni, ma le Autorità non starebbero facendo
del loro meglio
CEDRI. Malgrado le ripetute proteste della signora A.C. residente a Cedri,
il pratino davanti al cimitero sarebbe stato più volte irrorato
di diserbanti, tossici per residenti e passanti, e pare che anche nelle
tenute 'faunistico-venatorie' di questa bella frazione del comune di Pèccioli
si continuino ad usare bocconi avvelenati, proibiti, per difendere dalle
volpi gli allevamenti di fagiani. "Che poi in tempo di caccia
vengon liberati e fatti creder selvatici, per finire impallinati da cacciatori
domenicali, improvvisati ma ben paganti!", asserisce la signora.
Attribuibili anche ai raccoglitori di tartufi (che li userebbero per difendere
i 'loro' territori dai cani di altri tartufai loro concorrenti, ndr),
di fatto ai bocconi avvelenati sparsi nelle tenute hanno purtroppo accesso,
attraverso i buchi nei recinti malmessi delle tenute stesse, i cani dei
pochi residenti e, quindi, anche quelli della signora A.C. che li libera
qualche minuto per i loro bisogni quando li porta a passeggio sulla strada
del Cimitero: le sono morti avvelenati otto cani in dieci anni, altri
si son salvati in estremis. I fatti sono a conoscenza dei veterinari accorsi
sul luogo o a cui il cane morente viene ogni volta in fretta portato,
veterinari che sono per legge obbligati a denunciare. Veleno documentato
quindi, ma di cui non si poteva fin qui provare l’origine perché
i cani tornavano ogni volta fedeli a morire sulla soglia di casa.
Le proteste non vengono ascoltate per anni e quando, alla morte del suo
quarto cane, la signora ("non più sperando che lo facessero
i Veterinari") fa personalmente denuncia, l’unico risultato
che ottiene è una pesante multa perché sulla vittima non
si riesce a trovare il tatuaggio regolamentare, regolarmente sbiadito.
"E' stata una prima intimidazione!", dice la signora.
Passano altri anni e niente cambia, le muoiono avvelenati altri tre dei
suoi cani e poi anche l’ottava vittima mangia un boccone e muore:
è una stupenda lupetta nera algerina a pelo raso che aveva da poco
sfornato la prima cucciolata, sette bellissimi cuccioli di cui la signora,
che ne è circondata e fiera, tenta di farci imparare i nomi.
"Stavolta però - dice - San Giorgio (il
santo protettore di Cedri e dei suoi venticinque abitanti, ndr)
ha voluto fare un miracolo: la povera bestia non ha avuto la forza
di tornare a casa e muore avvelenata nella tenuta dei Ferretti, dove era
entrata da un buco nella rete! "
Quasi a sottolinearne il carattere miracoloso, involontariamente presenziano
all'evento il Capo dei Vigili e quello dei Veterinari dell'Alta Valdera,
già in loco per una seria ispezione. La signora A.C. abita in mezzo
a un bosco di centosessanta ettari, ama gli animali, non solo i cani e
i gatti, ed a proprio carico accoglie, nutre e cura tutti quelli feriti,
dispersi, caduti dai nidi e bisognosi e invia quelli con problemi gravi
ai centri ufficiali di recupero: le autorità del comprensorio Alta
Valdera voglion solo vedere se gli animali li alloggia e nutre in maniera
adeguata.
Tutto a posto, anche l'ispezione è finita, ed ecco giungere notizia
della lupetta scomparsa dalla passeggiata del mattino e trovata ora morta
dentro la tenuta dei Ferretti: con tanto di prove e testimoni di altissimo
livello, sarà facile stavolta individuare e punire i colpevoli.
Si direbbe.
Invece, dopo aver detto sul posto che si trattava di avvelenamento, giorni
dopo, giunti i risultati dell’autopsia, il Capo dei Veterinari dice
ora che si tratta, forse, di soffocamento. "Riusciranno a trovare
il tatuaggio o mi faranno di nuovo una multa? Si punirà qualcuno
per i veleni o tutto continuerà come prima? Noi a pagar multe e
i nostri cani a morire?", chiede amaramente la signora A.C.
(anche per i vicini di casa, che di cani avvelenati ne hanno avuto 'solo'
due).
Un guardiacaccia ripara i buchi del recinto della tenuta dei Ferretti.
"Così i cani altrui, che si avvelenano chissà dove,
non vengon più a morire qui dentro!", esclama guardandoci.
"La lupina nera si può essere avvelenata sul prato davanti
al cimitero, dove il Comune di Pèccioli, il più ricco della
Toscana, irrora diserbante chimico per risparmiare i giardinieri!",
aggiunge.
"Visto che del ‘ParcoAltaValdera’ si parla tanto
e poco si fa, perchè non si smette di dare la caccia ai poveri
animali avvelenando di piombo la natura e non si aprono invece le tenute
alle visite guidate, ai foto-safari, alle feste popolari, alla promozione
di artigianato e prodotti tipici locali, all’agriturismo?",
rilancia subito la signora, e conclude: "Sarebbe necessaria una
risposta del Sindaco e chissà se arriverà, ma intanto io
mi chiedo: perchè i CC di Pèccioli non son capaci di acciuffare
gli avvelenatori? Li proteggono?".
Mentre stiamo salutando, arriva in auto un messo comunale: centinaia di
euro di multa per due tatuaggi non individuati in un'altra ispezione,
con possibilità di ricorrere entro 30 giorni.
"Ha visto come mi aiutano? E' il colmo! Non basta che faccio
tatuare i cani che nessuno viene a riprendersi e a cui mi affeziono! Oltre
a ricoverare senza alcun aiuto i malandati e i dispersi che giungono qui
ogni anno, dovrei tatuarli tutti! Pensando al tempo che ho speso
per gli animali, rimpiango solo quello speso a tatuare cani che sono poi
comunque morti avvelenati. Ora mi rivolgo al Giudice!",
decide la signora A.C. nel salutarci prima di rientrare in casa.
> FREE
BLOG <
per
vedere cosa ne dicono gli altri e se dire qualcosa
gli utenti possono scambiarsi
direttamente aggiornamenti e approfondimenti sulle notizie già
pubblicate
(((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((()))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))
|