PèCCIOLI

TRAGEDIA TRA CAPANNOLI E PONSACCO
Ucciso con una fucilata
noto veterinario in Valdera
Colpito
mentre passeggiava col cane,
poi abbandonato a morire

Pèccioli. Un avvenimento terribile ha sconvolto gli animi in Valdera ed oltre: il dottor Paolo Tambini, un uomo buono e noto a tutti, uno studioso maturo e vicino alla gente, professionista onesto, vero amico degli animali, assiduo difensore della natura ed ottimo veterinario, mentre portava a spasso il suo cane è stato colpito al fianco con una fucilata da un uomo pessimo: un livornese imprenditore di mestiere e cacciatore della domenica che - presto dileguatosi - lo ha abbandonato, ai bordi della tenuta di caccia di un noto principe, tra Capannoli e Ponsacco.
La tenuta il giorno della tragedia (afferma il principe, ndr) aveva accordato al cacciatore in questione ed ai suoi compagni di battuta il permesso di cacciare: ma solo a fagiani ed altri pennuti, per certo non a cinghiali e caprioli, mai con munizioni da caccia grossa, meno che mai fuori dalla recinzione, attorno alla tenuta, come è invece accaduto.
La fuga del malvivente non era destinata a durare: la direzione della tenuta ha dovuto fornire ai CC i nomi di chi era stato autorizzato alla caccia il giono del delitto, ha poi forse gentilmente informato i suoi pessimi clienti di quanto avveniva e, appena saputo che i CC lo stavano ora cercando, spinto dai suoi compagni di battuta che non volevano associarsi ai suoi guai e ben consigliato dagli avvocati, l'omicida si è 'volontariamente' costituito al magistrato.
Ha così potuto evitare l'arresto malgrado la gravità del suo crimine: chi si consegna da solo mostra di non voler fuggire, la legge non permette l'arresto cautelare se non c'è il rischio di fuga da parte dell'imputato o di reiterazione del reato commesso. La popolazione di tutta la addolorata Valdera, che conosceva e amava il suo cinquantenne amico veterinario, spera che al vigliacco omicida sia stato almeno sequestrato il fucile, ritirato il permesso di girare armato.
Tra i commenti - ovviamente in zona poco amichevoli nei confronti dello sparatore - già sorgono tra la gente di Valdera le domande che il magistrato dovrà fare.
Perchè l'omicida girava con i compagni di battuta armato e munizionato per cinghiali invece che per fagiani e pennuti come convenuto con la direzione della tenuta? Perchè, dopo aver pagato per cacciare nella tenuta, cacciava fuori dalla zona assegnata, in un luogo spesso frequentato per diletto da anziani e bambini?
Poi l'uomo - che si dichiara omicida involontario - dovrà spiegare anche altro.
Se, come dice, ha sparato alla cieca a qualcosa da lui intuito a quindici metri da sè - cosa già di per sè criminale - possibile che non abbia sentito la vittima lamentarsi e cadere? Perchè se, come dice, se non ha sentito niente - e quindi neppure fuggire la preda tra gli arbusti - non è a maggior ragione corso a recuperare il presunto animale quasi certamente colpito?
La gente di Valdera pensa che sia invece subito corso a vedere, come qualunque cacciatore avrebbe fatto: trovato un uomo da lui involontariamente ferito, perchè lo ha lasciato morire? Nel caso che l'involontario omicida sia fuggito in preda al panico, perchè i suoi compagni di battuta e di merende non hanno soccorso essi il ferito? E, infine, la domanda cruciale: se davvero lo sparatore e i suoi compari di battuta non si erano accorti di nulla e nessuno sapeva di quell'uomo ferito e morente, perchè - tra quelli che avevano cacciato con lui quel giorno - è andato proprio lui ad autoaccusarsi spontaneamente?

Davanti al magistrato, a queste domande dovrà comunque ripondere - secondo i tanti amici della vittima - il cacciatore omicida. Non hanno intanto ancora risposta le domande da tempo poste al sindaco di Peccioli e, indirettamente, a quelli dei comuni circostanti (Palaia, Chianni, Lajatico, Terricciola, Capannoli, ndr.) uniti a Peccioli nel progetto del Parco Alta Valdera e già tutti tra loro consorziati per i servizi essenziali della zona.
Quando si farà una grande assemblea pubblica con tutti gli amministratori dell'Alta Valdera per discutere il futuro del Parco? Quali decisioni prenderemo mai su caccia, diserbanti, antiparassitari, concimi chimici, bocconi avvelenati, paesaggi snaturati e beni culturali sottovalutati, piante rare e animali da salvare, casali abbandonati e finti agriturismi, inquinamento luminoso e sonoro, incendio doloso, tirassegno, bracconaggio?
Non più tanto fiduciosa, la gente attende comunque risposte. Darle al più presto per gli amministratori sarebbe un dovere, e loro interesse se vogliono ancora il voto della gente.


> FREE BLOG <
per vedere cosa ne dicono gli altri e se dire qualcosa

gli utenti possono scambiarsi direttamente aggiornamenti e approfondimenti sulle notizie già pubblicate


(((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((()))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))

> CD-ROM - piante ed ecosistemi naturali <

(((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((()))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))

Sarà intitolato a Danilo Monti il Valdera Social Forum
Per ricordare Danilo
Nell’anniversario della morte dell’ imprenditore pecciolese,
scomparso lasciando moglie e bambine, i progetti degli
amici che ne hanno condiviso attività e passioni.

Pèccioli. Un incidente, andando come ogni giorno in macchina al lavoro di mattina presto, e Danilo lasciò tutti più soli. Non solo la cara Elena sua moglie e le figlie Francesca e Martina che su lui contavano, non solo la madre Piera e il fratello Luigi, non solo gli amici più intimi, i collaboratori, i colleghi, ma anche coloro che conosceva appena o solo di vista:  Danilo ci ha lasciato tutti più soli perché più che di sé stesso era di tutti, tutti amava e per tutti lottava.
 La riflessione sulle sue scelte di vita (il lavoro visto come frutto di rapporti non più disumani, l’impegno culturale e sociale sentito come un dovere, ndr) ha fatto nascere in coloro che egli amò, soprattutto in Valdera, il desiderio di perpetuarne il ricordo nel modo che lui stesso avrebbe voluto: quello di un maggiore e più organizzato impegno culturale rivolto al sociale.
 Tra le proposte, la più concreta e capace di coinvolgere il ricordo dello scomparso in tutti i suoi aspetti sembra essere quella di aprire nei dintorni di Pèccioli un centro culturale indipendente e senza fini di lucro, un "AltaValdera DaniloMonti SocialForum", inteso come vero "centro di attività culturali attente al sociale", che "nasce allo scopo di capire, informare, prevenire, immaginare, creare".
Per aprire il centro, gli amici di Danilo chiedono un contributo a tutti i Comuni dell'Alta Valdera e, se non bastasse, altri fondi saranno raccolti attraverso una sottoscrizione popolare. La proposta ha modo di potersi presto realizzare e, oltre che dagli amici di Danilo che l'hanno formulata, è sostenuta da esponenti ambientalisti e democratici locali e nazionali.


> FREE BLOG <
per vedere cosa ne dicono gli altri e se dire qualcosa

gli utenti possono scambiarsi direttamente aggiornamenti e approfondimenti sulle notizie già pubblicate


(((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((()))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))


Giunge anche a Pèccioli l’odore dei cani morti a Cedri

si muovE L’Autorità
MA PER ORA NON CI SONO COLPEVOLI

A quando le proposte dei Sindaci per il Parco Alta Valdera?

PECCIOLI. E' il Comandante dei Vigili dei Comuni del Parco Alta Valdera a rendere finalmente noti - ma solo alla famiglia della signora A.C. di Cedri che ce ne riferisce a cui era da poco morto avvelenato un altro dei sui cani, una lupetta nera - i risultati delle analisi fatte fare alla Università di Pisa sullo stomaco espiantato dell'animale: “Poichè nel reperto non sono state rivenute tracce di veleno, i luminari pisani non possono documentare alcun avvelenamento. Si parla di presunto auto-soffocamento e la pratica è dunque archiviata”, avrebbe detto il Capo dei Vigili.
Come avvenne dopo la denuncia per il quarto cane della signora morto avvelenato anni fa, malgrado stavolta sia chiaro che l’animale è morto avvelenato nella tenuta dei Ferretti e vi siano stati eccellenti testimoni, tutto archiviato e niente colpevoli!
Di positivo, intanto, solo due cose. La prima è che il Capo dei Vigili del comprensorio ha fatto annullare le spese relative al sequestro dei cuccioli dell'animale morto avvelenato. Si sa ora infatti che, per evitare il loro avvelenamento, dopo la morte della lupetta il marito della signora - poiché i cuccioli crescevano e il loro recinto, anche a detta del Capo dei Veterinari, diventava insufficiente - li aveva portati ed accuditi ogni giorno sul greto di un vicino fiume. Qualcuno aveva però chiamato i Vigili ed i cuccioli erano stati momentaneamente sequestrati, ma chiarito l’equivoco sono stati liberati e, infine, donati dai propietari ad amici e conoscenti.  
Restavano le spese dell’accalappiacani, ma la cosa è ora appianata: fa infatti sapere il Capo dei Vigili che “i cuccioli effettivamente non erano abbandonati ma, invece, accuditi giornalmente dal marito della signora che ebbe subito modo di chiarire la cosa ai Vigili di Chianni intervenuti prima dell’accalappiacani. La situazione però non fu da essi comunicata in tempo utile ad evitare l'intervento del servizio e di questo non si può certo incolpare la signora di Cedri o il marito”.
L’altra cosa davvero positiva è che finalmente il Comune di Pèccioli ha smesso di irrorare col diserbo chimico il pratino davanti al Cimitero di Cedri ed ha invece inviato nella bellissima frazione una squadra di giovani falciatori. Abolire il diserbo è positivo per tutti. Anche per il Comune, al quale - se altri cani morissero avvelenati dentro le tenute degli Stassano o dei Ferretti o chiunque - nessuno potrà passare la patata bollente con la scusa dei diserbanti sul prato del cimitero.
Di negativo bisogna constatare la sostanziale impunità che, di fatto, viene accordata a chi cosparge la natura di veleni. Fino al punto da far sospettare alla signora che, per non punire i potenti, stavolta sia stato mandato alla analisi autoptica lo stomaco di un altro cane, appositamente ucciso. Può questa impunità, che fa giungere la signora A.C. fino a tale atroce sospetto, essere ancora accordata ad alcuni ‘protetti’ in una situazione che ormai da tempo ama autodefinirsi ‘parco naturale’?
La signora sembra avere in proposito idee molto chiare: Da noi si fa bracconaggio e raccolta abusiva di tartufi, si commerciano e si detengono ed usano armi illegali, si spara ai cani randagi per provare le armi, si fanno improvvisati tirassegni tra i boschi con grave rischio per tutti, si allevano animali segregati con crudeltà, si usano contro le volpi veleni proibiti con gli effetti che abbiamo visto. Ci sono i certificati dei veterinari, le denunce di anni fa per il nostro quarto cane avvelenato ed ora quelle per l’ottava vittima, ma non cambia niente. Dite se non è mafia, questa! E sapete come funziona?  Ve lo dico io! Quelli che fanno fare o fanno queste cose sono pezzi grossi - tanto grossi che è meglio starci alla larga - o anche pezzi piccoli, però comunque amici di chi conta a Peccioli e magari confidenti dei Carabinieri. Infatti siamo al punto che, se ci capitasse di dover fare altre denunce, mio marito dice che sarà meglio scavalcare Pèccioli e farle direttamente a Pontedera o a Pisa. Sono accuse gravi ma quel che dico è quello che vedo da anni, da quando appena sposata sono venuta con mio marito ad abitare a Cedri.  Denunce ne ho fatte ma non sono servite a niente e - a fare i conti - ne abbiamo ricavato multe, antipatie, spregi e perfino macchinazioni e calunnie contro di noi, tutto il possibile per demolirci! ”. 
L’Amministrazione Comunale di Pèccioli cessando l’uso del diserbo chimico mette al riparo - per quanto tardi - la sua immagine di ‘Belvedere’, ma il sindaco Crecchi vuole prendere finalmente posizione sul tema del Parco?  Molti vogliono sapere del loro futuro nel 'ParcoAltaValdera', essere informati di quale impatto avrà e deve avere l’esistenza del Parco sull’economia, la cultura, il lavoro e, prima di tutto, sulla tutela dell'ambiente e della qualità della vita per tutta la popolazione.
Come usare i proventi della discarica se non in funzione di una finalmente effettiva esistenza del Parco stesso? Come impedire l’uso di diserbanti e pesticidi nelle aziende interne al Parco se non puntando sull’agricoltura biologica e l’allevamento tradizionale? Come reagire alla privatezza esclusiva delle tenute di caccia se non impedendo gli illeciti ed incentivando attività alternative - visite guidate, sport, fotosafari, etc., tutte ecosostenibili?
Se il programma per il Parco fosse accettabile, molti ne sarebbero lieti e offrirebbero impegno in tutte le sue attività. Cosa risponde il signor Crecchi?
Per ora non si sa,
ma chi vivrà vedrà.ici


> FREE BLOG <
per vedere cosa ne dicono gli altri e se dire qualcosa

gli utenti possono scambiarsi direttamente aggiornamenti e approfondimenti sulle notizie già pubblicate


(((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((()))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))