Repubblica
Pisana - Contemporary Art Expo |
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_ Fin dall'infanzia inclinato verso le arti figurative, si distingue tra i coetanei per originalità nell'uso del colore: è in quarta elementare che la maestra Bice Lapucci - amante dell'arte ed essa stessa appassionata disegnatrice - lo indirizza sulla strada maestra ed è alle medie che - scelto dagli insegnanti per un percorso sperimentale - produce le sue prime pitture a tempera. Dopo frequenta a Pisa l'Istitito d'Arte dove - inizio anni '80 - ottiene il titolo di Maestro e la Maturità in Arte Applicata e, a Firenze, l'Accademia delle Belle Arti dove si diploma nell'88 dopo essersi abilmente esercitato nel "figurativo guttusiano postbellico" della scuola di Fernando Farulli. Inizialmente scoraggiato dal padre (ma incoraggiato dalla madre memore di un'infanzia vissuta tra gli artisti scalpellini apuani), dipinge a casa e negli studi di pittori amici fino al '92. Poi apre un suo studio dove lavora fino al 95, quando passa nel nuovo studio tuttora in uso sul Lungarno Mediceo. La sua prima personale - dopo una comparsa in collettiva nell'84 a Livorno "contro la guerra" - è del Gennaio '90 alla basilica di San Zeno a Pisa, ma è del '92 l'inizio del suo interesse per i nativi americani ed è con la sua partecipazione pittorica al reading del poeta Lange Hansom al Macchia Nera di Pisa che inizia il fiorire delle sue "piccole mostre" quasi a sorpresa - piccoli ma intensi avvenimenti culturali insoliti - in case di amici, locali pubblici, centri culturali. In modo sporadico prende appunti pittorici su altri singoli temi di studio: pesci, paesaggi metropolitani, alberi, simboli arcaici e - tutto questo - sempre con l'intento di giungere a "strutture totemiche", di riuscire a raggiungere ed incidere il "quid" dell'oggetto via via esaminato e ritratto. La mostra del '98 alla Limonaia di Pisa chiude il ciclo sugli indiani americani iniziato nel '92 ed apre quello della ricerca pura, legata al segno e che - pur a partire dal tema iniziale sia esso albero o pesce - giunge alla tessitura di immagini di pura arte informale. A questo nuovo ciclo ancora aperto appartengono i manufatti apparsi alla "mostra apocrifa" del 2002 alla Chiesa della Spina: "Alberi Alieni" è il logo della nuova mostra che si va preparando.
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