- Ir Verna'oliere Pisano -
ci gode davvero a ppresentà...

il poemetto satirico 'La Legge der Menga' nella critica sui media


“…l'impietosa radiografia della putrefazione attuale e la mappa di un possibile percorso di emancipazione. Scottante come la realtà di cui tratta, avvincente quanto vuole il mondo e geniale quanto vuole Iddio, il finto libello - un poemetto satirico che si fa leggere tutto d’un fiato - è affresco storico di notevole aiuto alla memoria, tuffo nel mare mosso della lingua e, di fatto, senza affermarlo, Manifesto dell’Arte. Arte di cui, nell'illuso e poi deluso 'Novecento, era andata smarrita ogni certezza."


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(Vittorio Sgarbi, dal Magazine del Corriere della Sera)


“...per infine affermare la necessità di un “allegro e subitàneo” rovesciamento della attuale “tresca di governo", una tresca "velenosa tra ffascisti e mmafiosi, massoni, razzisti e ffinti cristiani. Traditori d'Italia.”. Ora che il suo vate torna a cantare “come nner Sessantotto” e la gente è di nuovo in piazza e "pacifisti, 'mbientalisti e ppoveri" sono di nuovo, come allora, fuori dal parlamento e, stavolta, a causa di una legge truffa elettorale che nè Berlusconi nè Veltroni hanno voluto cambiare, che farà “ir movimento”? Porterà in alto il vessillo della “disobbedienza civile non violenta”, della “mega-risàta che sseppellirà ttutti lli stronzi” come l'Autore vorrebbe, o ricadrà - come fu nel 'sessantotto - nelle provocazioni utili solo alle belve della "Bell-Lusconi-Prèviti & C.", distintesi in 'bassa macelleria' al G8 di Genova
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(Curzio Maltese, dal Venerdì di Repubblica)

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